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Le infiammazioni della gola

In età pediatrica è frequente la comparsa di malattie infiammatorie a carico della gola e del naso come conseguenza di un precoce inserimento in comunità.

È noto a tutti che, in età pediatrica, è frequente la comparsa di malattie infiammatorie a carico della gola e del naso poiché è attraverso queste sedi che si verifica il contatto tra il bambino e il mondo esterno e avviene l'ingresso degli agenti patogeni presenti nell'ambiente. La maggiore frequenza di queste patologie in età infantile va attribuita sia ad una maggiore probabilità di contagio come conseguenza di un precoce inserimento in una comunità (asilo nido, scuola materna), sia ad una incompleta maturazione dei meccanismi di difesa contro le infezioni. La funzione immunitaria del sistema linfatico (rappresentato, a livello del naso e della gola, soprattutto dalle adenoidi, dalle tonsille e da altre strutture faringee), costituisce una vera e propria barriera verso i germi con cui giornalmente un bambino viene in contatto. In queste strutture scorre infatti la linfa, un liquido chiaro di composizione simile a quella del sangue, in cui circolano i globuli bianchi o linfociti, che ci difendono dalle malattie.

Le infiammazioni delle adenoidi

Le adenoidi sono formazioni di tessuto linfatico, costituite dello stesso tessuto molle presente nelle tonsille, che si trovano nel rinofaringe, quella zona della cavità nasale situata sopra il palato. Esse sono molto attive nei primi anni di vita (diciamo fino ai cinque anni di età) e, successivamente, vanno incontro ad una graduale involuzione fisiologica, fino a scomparire verso i 9 - 10 anni, a differenza delle tonsille che, invece, sono particolarmente reattive sotto i 10 anni di vita per poi diminuire progressivamente di volume, senza tuttavia mai giungere ad una completa scomparsa. Quando le adenoidi si infiammano si verifica una adenoidite acuta i cui sintomi più frequenti sono la febbre, l'ostruzione nasale e la respirazione rumorosa. Questi pazienti hanno spesso un sonno piuttosto agitato, russano e frequentemente respirano, anche di giorno, con la bocca aperta. Si tratta di infezioni che rispondono molto bene alla terapia antibiotica, ma che recidivano con frequenza, spesso portando ad un notevole ingrossamento delle adenoidi con conseguenti apnee notturne e comparsa di una forma cronica di otite, l'otite sieromucosa.

La faringo-tonsillite

La faringite è una infiammazione acuta della parte superiore delle vie respiratorie, quella che inizia subito dietro il naso e la bocca e finisce all'inizio dell'esofago (il condotto che collega la bocca allo stomaco), e che viene comunemente chiamata gola. L'infiammazione della faringe, detta anche, in termine medico, angina, spesso si propaga ad alcune strutture limitrofe, le tonsille, due piccoli organi di forma ovoidale collocati nella gola, lateralmente alla base della lingua, e che sono formati da tessuto linfatico. L'infiammazione della faringe si manifesta in genere con mal di gola, dolore alla deglutizione, scarso appetito, malessere generale, febbre (che qualche volta può essere molto elevata arrivando anche a 39-40 gradi).

L'interessamento delle tonsille

La tonsillite, si rivela con un ingrossamento ed arrossamento intenso delle stesse e, abbastanza spesso, anche con la comparsa di macchie bianco-giallastre (le placche). L'infezione provoca inoltre un rigonfiamento delle ghiandole linfatiche situate sotto la mandibola, ben apprezzabile al tatto, qualche volta con dolore alla palpazione. Le cause della faringo-tonsillite La faringite è provocata molto spesso da virus come il virus del raffreddore (Rinovirus) o il virus Herpes Simplex (quello che causa la "febbre" sulle labbra) o l'Adenovirus o il virus dell'influenza o altri virus ancora. Nei bambini più grandi (diciamo dopo i 3-4 anni di vita) l'agente patogeno può essere anche un batterio, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A. Questo germe è invece più frequentemente implicato nella comparsa di tonsilliti insieme ad altri virus, soprattutto l'Adenovirus e gli Enterovirus. Per diagnosticare con sicurezza la causa (virus o batterio) e prescrivere la terapia più adatta è qualche volta necessario eseguire un esame specifico, il tampone faringeo, che permette di identificare l'unico agente patogeno della faringo-tonsillite che richieda terapia antibiotica: lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A.
Proprio perché la causa dell'infezione è molto spesso un virus e, di conseguenza, la maggior parte delle faringo-tonsilliti è destinata a risolversi spontaneamente (in genere nel giro di 3-4 giorni), la somministrazione di antibiotici è molto di frequente inutile o addirittura controproducente, poiché espone il bambino ai rischi collaterali di una terapia antibiotica.

Come alleviare il dolore Oltre alla somministrazione di antidolorifici ed antifebbrili (come il Paracetamolo) e, solo quando è necessario, di antibiotici, alcune semplici indicazioni possono aiutare il bambino ad attenuare i sintomi dell'infiammazione:
 

  • spruzzare in gola prodotti antinfiammatori e antidolorifici (ad esempio a base di benzidamina);
  • alimentare il paziente con cibi pastosi e liquidi che non irritino troppo le mucose;
  • offrire gelati o ghiaccioli, dal momento che il freddo è un utile antidolorifico;
  • mantenere una giusta umidità (intorno al 50-60%) negli ambienti domestici, ricorrendo alle vaschette di acqua per i termosifoni o agli umidificatori;
  • controllare che la temperatura ambientale non superi i 20 gradi.

1/10/2009

1/9/2015

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