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HergoRex. Complesso vitaminico B e non solo

La carenza di zinco è stata correlata in molti casi all'indebolimento del sistema immunitario. Essa tende infatti a diminuire la funzionalità dei linfociti T e dei linfociti B.

LO ZINCO E IL SISTEMA IMMUNITARIO

È stato dimostrato che una carenza di zinco determina un’involuzione del timo, che si evidenzia con una ipersensibilità ritardata depressa, un ridotto numero di linfociti T periferici, una ridotta risposta proliferativa dei linfociti T alla fitoemoagglutinina (PHA), una ridotta attività dei linfociti T citotossici, una depressa funzione dei linfociti T helper, una rallentata attività delle cellule NK, un intorpidimento della funzione dei macrofagi (fagocitosi), delle funzioni dei neutrofili ed una diminuita produzione di anticorpi. Il meccanismo che sottende agli effetti immunitari dello zinco non è completamente noto; alcuni di questi effetti sono riportabili all’azione stabilizzante sulle membrane esercitata dallo zinco. Questo potrebbe coinvolgere i processi di segnale coinvolti nell’immunità cellulo-mediata. In numerosi studi condotti in vitro sull’animale e nell’uomo si è evidenziato che l’integrazione di zinco tende a correggere molti dei deficit immunitari.

Una modesta carenza o disturbi del metabolismo dello zinco possono avere anche altri effetti sullo stato di salute quali: ritardo della crescita, aumento dell’incidenza di infezioni, ipogonadismo, oligospermia, diarrea, anoressia, perdita di peso, rallentamento nella guarigione delle ferite, difetti del tubo neurale, aumento rischio di aborto, alopecia, letargia mentale e disfunzioni della pelle.

I maggiori rischi di tali carenze e disturbi riguardano soprattutto i lattanti e i bambini oltre che gli anziani e le donne in gravidanza.

Recenti studi hanno riaffermato come l’integrazione di zinco nei bambini sia importante sia durante le influenze stagionali sia per la corretta crescita del bambino.

Integrare zinco per ridurre sintomi raffreddore

Secondo una revisione sistematica pubblicata nella Cochrane Library gli integratori del minerale zinco riducono la gravità e la durata dei sintomi del raffreddore. Il beneficio si riflette in una diminuzione dei giorni di lavoro o di scuola persi, considerando che è causa del 40% circa dei giorni di lavoro persi. L'ipotesi risale agli anni '80 ma i dati raccolti non erano coerenti. Il recente aggiornamento, che ha revisionato 15 nuovi studi per un totale di 1.300 persone, ha invece portato a una risposta univoca: a distanza di una settimana, i sintomi del raffreddore erano migliorati in un numero maggiore di persone che assumevano lo zinco rispetto a quelle che assumevano il placebo. I bambini che avevano assunto sciroppo o pastiglie di zinco per circa cinque mesi sono stati colpiti da meno episodi influenzali, assentandosi meno giorni da scuola, e hanno assunto meno antibiotici. «Questa revisione rafforza le prove che giustificano l'utilizzo dello zinco come trattamento per il raffreddore» afferma il capo ricercatore Meenu Singh del Post graduate Institute Of Medical Education And Research in India. «Tuttavia, al momento, è ancora difficile dare una raccomandazione completa, perché mancano informazioni riguardo alla dose ottimale, alla formulazione e alla durata del trattamento». (S.Z.)

Zinc deficiency and student grow. A study in Egyptian primary school children.

May Kamel Mattar, Maisa Ahmad sami, Dina Ibrahim Shehab, Sahar Abdelaziz Khairy, Hoda Abdelfattah hassen. National Nutrition Institute, cairo, Egypt. 2009

Summary
Zinc deficiency causes growth retardation and its frequency in high in developing countries. This study is a part of a national survey to assess the nutritional status in Egyptian school children. A total of 750 primary school children were randomly selected to estimate the prevalence oh zinc deficiency in urban versus rural areas and to access its effect on their growth. A pre-structured questionnaire was used to record symptoms related to micronutrients deficiency,  such as fever, chronic cough (persistent or intermittent for more than weeks), diarrhea, or parasitic infection. Thorough medical examination was done. Weight and height were measured. Then, weight-for-age, height-for-age, and weight-for-height indicators were calculated using WHO/NCHS reference population. Values in the range of reference mean ±2 SD reflect normal nutritional status. Blood sampling was taken and among the measured parameters was the serum zinc level. Food intake was assessed using the ’24 hours recall’ method on the day prior to data collection and qualitative evaluation of diet was also done using food frequency sheet reporting informative about food-rich sources of micronutrients including zinc.
Results showed that females constituted 47% of samples, and rural sectors formed one-third. Children aged less than 10 years constituted two thirds of the samples. Children having low serum zinc were higher in rural (19.7% for boys and 18.0% for girls) than in urban (10.7% for boys and 13.0% for girls). There was a significant difference between the stunted versus the normal and tall children as regards their serum zinc in both urban and rural areas where 100% of urban, and 93.0% of rural stunted children had low serum zinc compared to 2.0% of urban and 1.0% of rural normal stature. The result also showed the mineral intake, especially zinc, was greatly affected in both sexes.
It was concluded that zinc deficiency is a health problem in primary school children. This necessitates the development of a nutrition intervention program that enhance a proper school feeding and zinc supplementation so that intervention may be targeted to those in greatest need, pre-pubertal children and adolescent.

Bibliografia
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Maret W. Sandstead HH. Zinc requirements and the risk and benefits of zinc supplementation. J Trace Elem. Med. Biol. 2006; 20 (1): 3-18
Pamela J. Fraker, Louis E. King, Tonya Laakko and Teresa L. Vollmer. The Dynamic Link between the Integrity of the Immune System and Zinc. J. Nutr. 130: 1399S—1406S, 2000.
Prasad AS. Zinc in human health: effect of zinc in immune cells. Mol Med. 2008;14(5-6);353-357



 

2/9/2011

2/9/2011

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