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Calcutta, quell'amore (non a prima vista) tra il banchiere londinese e i bambini di strada

repubblica.it - La vicenda di Tim Grandage e della Ong da lui fondata (Future Hope) nella ex capitale della British India.

Leggiamo su "repubblica.it ":

"Ha raccolto dagli anfratti più invivibili della città ragazzini che si nutrivano succhiando mammelle di cane, o che vivevano in case dove la madre si prostituiva sotto gli occhi di tutti.  "Uncle Tim". Così lo chiamano le centinaia di ragazzi che ha salvato da una vita di mendicanti, se non  peggio, conosce ormai ogni anfratto delle stazioni ferroviare di Howrah e Sealdah dove raccoglie i suoi "ospiti". Sono sporchi e soli, pieni di scabbia, pidocchi, malattie della pelle, dell'intestino, o hanno la malaria e comunque i segni della malnutrizione, delle percosse, delle violenze sessuali. L'ex banchiere non li aiuta però solo per compassione, come faceva la santa di Calcutta per eccellenza, Madre Teresa. "Quando ho iniziato a occuparmi di loro - racconta - non ero toccato tanto dalle loro disgrazie, quanto dal coraggio. Ero pieno d'ammirazione per il loro spirito, per l'abilità di sopravvivere felici nelle condizioni più avverse che si possano immaginare". Il viaggio di Tim tra i bambini di strada di Calcutta comincia 23 anni fa nel tragitto tra il parcheggio della sua auto e l'ingresso della filiale di banca HSBC da lui diretta.
Lungo Rowland Road. E' qui che si trova la principale delle otto scuole, dall'asilo all'ultimo anno delle superiori, che ora ospitano anche bambine e i figli dei residenti degli slum vicini, tutte costruite con il suo lavoro, i suoi soldi e quelli di molti donatori."

Riferimento

Leggi l'articolo originale alla pagina:

http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2010/12/06/news/calcutta_la_ong_future_hope-9877090/

7/12/2010

7/12/2010

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